“Violata la Costituzione”. I dem contro la manovra con piazze e ricorsi

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“Violata la Costituzione”. I dem contro la manovra con piazze e ricorsi

Domani il Pd chiama alla mobilitazione contro la manovra, appuntamento alle 11 a Montecitorio. Depositato anche il ricorso alla Corte Costituzionale.

Per il governo si preannuncia un Capodanno tra i botti sì, ma della protesta. Tra partiti, sindacati e associazioni sono infatti già molti i soggetti che hanno annunciato proteste e mobilitazioni contro la manovra di Bilancio forse più controversa della storia della Repubblica, imposta al Parlamento praticamente al buio e di cui in questi giorni stanno venendo fuori, come gocce al veleno, storture e magagne.

Il primo a mobilitarsi è stato il Partito democratico, che a poche ore dal blitz al Senato ha annunciato una doppia mobilitazione, la prima il 29 (domani) davanti a Montecitorio, nel corso del voto finale sulla manovra alla Camera, la seconda per il 12 gennaio, con una presenza annunciata dei dem nelle piazze di tutta Italia.

Iniziative annunciate da Matteo Orfini, fino al congresso il reggente del partito, che su Facebook ha scritto: “Al Senato è accaduta una cosa gravissima, nel metodo e nel merito. Una legge di stabilità sbagliata, pericolosa, iniqua, è stata imposta al parlamento senza che nessuno di quelli che hanno dovuto votarla avesse avuto modo non solo di discuterla, ma nemmeno di leggerla. Una violenza ai principi della democrazia parlamentare che non ha precedenti.
Aggiungendo l’invito agli elettori dem a farsi sentire in piazza: “I candidati al nostro congresso hanno giustamente sollecitato una reazione forte. Per questo il 29 vi chiediamo di raggiungerci davanti al Parlamento durante la discussione sulla stabilità. E il 12 gennaio saremo invece nelle piazze e nelle strade di tutto il paese per spiegare nel merito la follia di questa manovra che farà danni gravi al futuro dell’Italia”.

La mobilitazione di domani sotto la Camera è prevista per le 11, nelle ore in cui i deputati saranno chiamati al voto definitivo sulla legge più importante dello Stato, a soli due giorni dallo shut down.

E lo stesso Orfini , insieme al capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci, a Dario Parrini e a Stefano Ceccanti, hanno presentato questa mattina, in una conferenza stampa, i contenuti del ricorso contro la manovra che il Pd ha depositato, sempre oggi, alla Corte Costituzionale.

“La maggioranza ha presentato un maxi emendamento con oltre 1500 commi e ha impedito ai parlamentari di conoscerne i contenuti. Il testo è stato votato senza che nessuno sapesse cosa ci fosse scritto. Una cosa di una gravità senza precedenti – ha detto Marcucci, aggiungendo: “Ci appelliamo alla Corte per ristabilire le regole essenziali di questa democrazia”.

Insomma, come ha scritto Democratica, in questo frangente il Pd ha svolto al meglio il suo ruolo di opposizione, con buona pace di chi ancora parla di una minoranza silente o peggio, acquiescente in vista di improbabili cambi di maggioranza.

Quanto agli altri soggetti sul piede di guerra contro la manovra, in prima fila ci sono i sindacati, che con Camusso,  Furlan e Barbagallo hanno annunciato l’apertura di una stagione di mobilitazione e di lotta, che culminerà con una manifestazione nazionale unitaria a gennaio (anche se ancora non è stata stabilita una data) contro un provvedimento che “condanna il Paese al declino e alla definitiva rottura del suo tessuto sociale e produttivo”.

Autore: Carla Attianese
Fonte: Democratica. Il sito di informazione del Pd
Data: 28 dicembre 2018

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